Gruppo San Donato (fonte)

Quali sono i sintomi iniziali della demenza senile?

PUBBLICATO IL 04 FEBBRAIO 2022

Le specialiste del NeuroSmart Center Zucchi Wellness Clinic raccomandano un  semplice questionario da sottoporre ai propri cari se si sospetta di avere un inizio di demenza senile 

Con l’invecchiamento le nostre performance cognitive possono sembrare meno efficienti. Spesso accade di dimenticarsi i nomi. Oppure si va in una stanza della propria casa e non ci si ricorda più cosa si va a fareCi si dimentica di un appuntamento oppure non si trova più un oggetto e non si sa più dove è stato riposto. 

Tutte queste dimenticanze potrebbero indurre a pensare che si soffre di un inizio di demenza senile, cioè la perdita delle capacità cognitive non motivata da altre ragioni, se non da un invecchiamento precoce. 

Ma non sempre è così, per una diagnosi certa vanno presi in considerazione vari sintomi e fattori di rischio.  

I nostri specialistici del NeuroSmart Center di Zucchi Wellness Clinic, la Prof. Cecilia Perin e la Dott.ssa Benedetta Tagliabue hanno stilato una breve guida in grado di comprendere se si tratta di un inizio di demenza senile oppure no. 

I sintomi

I sintomi iniziali della demenza senile  sono riconducibili a:

  • perdita di memoria;
  • difficoltà di concentrazione;
  • difficoltà a svolgere compiti quotidiani familiari;  
  • difficoltà a seguire una conversazione o a trovare la parola giusta;
  • essere confusi riguardo al tempo e al luogo in cui ci si trova;
  • cambiamenti d’umore.

“All’interno dei centri per i disturbi cognitivi, noi specialisti abbiamo spesso a che fare con persone che giungono dicendoci che stanno perdendo la memoria – dichiara la Prof.ssa Perin – . È effettivamente comune che una persona, intorno ai 60 anni o anche prima, venga in ambulatorio raccontando di non tenere in mente cosa le viene detto. 

Ad esempio, l’altro giorno una signora mi ha detto di essere preoccupata, perché non ricorda quello che le viene raccontato. Io le ho chiesto di farmi un esempio e la signora mi ha riferito che 2 giorni prima la figlia le aveva raccontato un avvenimento che le era capitato. Il giorno dopo riparlando con la figlia non ricordava assolutamente quanto aveva ascoltato – continua la dott.ssa Tagliabue -. In questa situazione ho indagato su altri aspetti attraverso l’anamnesi e le ho prescritto uno screening di esami allo scopo di confermare o meno il sospetto di una demenza”.

Come si fa la diagnosi

“Lo specialista prescrive dei test neuropsicologici che devono risultare nella norma, sia per l’età che per la scolarità della persona. Poi successivamente si procede con esami neuroradiologici, se richiesto. 

Se, invece, in famiglia si ha un malato di Alzheimer bisogna capire se la forma descritta è veramente un morbo di Alzheimer, piuttosto che una demenza vascolare o una demenza mista. Spesso, infatti, il termine Alzheimer è abusato e ad esempio la persona in realtà può soffrire di una encefalopatia vascolare e non di una forma degenerativa. Poi se si sospetta una famigliarità invito i pazienti ad eseguire i test genetici presso un centro specializzato” continua la Prof.ssa Perin

L’influenza di  depressione, ansia e insonnia sulla memoria

“Non dobbiamo poi sottovalutare che spesso un disturbo di memoria è in realtà un sintomo di depressione, e che problemi come insonnia e ansia possono influenzare le nostre capacità cognitive e dare l’impressione di avere un inizio di demenza”, dichiara la dott.ssa Tagliabue. 

Il test da fare a casa

“Se si dovesse sospettare un inizio di demenza – continua la Prof.ssa Perin –  possiamo suggerire di ‘testare’ le proprie capacità per sapere se bisogna preoccuparsi o meno. Ecco un semplice test che è possibile sottoporsi di persona o a un familiare diviso in 4 prove e 5 domande”. 

Le prove del test

Ecco le prove da effettuare:

  1. provare a dire i nomi dei mesi o dei giorni della settimana all’indietro il più velocemente possibile senza inceppi;
  2. provare a fare un riassunto di qualcosa che hai sentito o letto un’ora prima;
  3. provare a dire a rovescio velocemente alcune parole, ad esempio MONDO o PALLA senza sbagliare;
  4. provare a ricordare gli eventi principali della tua ultima settimana. 

Le domande

Poi rispondete a queste domande:

  • al lavoro o in casa ti fanno notare che sei più distratta/o oppure troppo lenta/o?
  • ti è capitato di uscire da un luogo noto e far fatica ad orientarti?
  • devi controllare e ricontrollare in continuazione quello che stai facendo?
  • ti capita spesso di bruciare quello che stai cucinando?
  • dimentichi di pagare le bollette?

In caso di incertezze in una delle 4 prove e 1 risposta positiva ad una delle domande può essere utile rivolgersi ad un centro specializzato come il nostro Neurosmart Center in grado di fornire una consulenza neurologica, neuropsicologica (con l’esecuzione di test) e geriatrica nella stessa seduta.

I consigli del medico per stimolare la memoria

Se invece, le 4 prove sono tutte andate a buon fine e le risposte alle domande sono state tutte negative il nostro consiglio è utile continuare a stimolare la propria memoria tramite:

  • esercizi come sudoku, parole crociate ecc;
  • lo svolgimento di un’adeguata attività fisica anche all’aperto (es.nordic walking);
  • seguire una corretta alimentazione con una dieta mediterranea.

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